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Guida pratica

Lectio divina: cos’è e come si fa, in quattro passi

La lectio divina è il modo più antico in cui la Chiesa prega con la Bibbia: leggere lentamente un brano, lasciarsi toccare da una parola, rispondere a Dio, restare in silenzio. Non serve essere esperti. Servono un brano, un quarto d’ora e un po’ di silenzio.

In breve, i quattro passi

  1. Lectio — leggi. Che cosa dice il testo?
  2. Meditatio — medita. Che cosa dice a me, oggi?
  3. Oratio — prega. Che cosa dico io a Dio?
  4. Contemplatio — resta. In silenzio, davanti a lui.

Che cos’è la lectio divina

«Lectio divina» vuol dire lettura divina: non una lettura di studio e nemmeno una lettura veloce, ma una lettura fatta in preghiera, nella convinzione che in quel testo Dio parla proprio a te. L’espressione risale ai Padri della Chiesa, già Origene nel III secolo parlava di «lettura divina», ed è diventata la preghiera quotidiana dei monasteri. La Regola di san Benedetto le dedica ore precise della giornata (capitolo 48).

Nel XII secolo un monaco certosino, Guigo II, la descrisse come una scala di quattro gradini (lettura, meditazione, preghiera, contemplazione) e la riassunse così:

«Cercate leggendo e troverete meditando; bussate pregando e vi sarà aperto contemplando.»

Guigo II il Certosino, Scala claustralium (La scala dei monaci), traduzione libera dal latino

Il Concilio Vaticano II ha riportato questa preghiera a tutti i fedeli, raccomandando di accostarsi spesso alla Scrittura «con la preghiera» (Dei Verbum, 25). Benedetto XVI, nell’esortazione Verbum Domini (n. 87), ne descrive i passi e ne aggiunge un quinto: l’actio, cioè la vita che cambia.

Come si fa: i passi, uno alla volta

Prima di cominciare: scegli il brano e fai silenzio

Scegli un brano breve, dieci o quindici versetti. Il più semplice è il Vangelo del giorno, già scelto dalla Chiesa per la Messa. Trova un posto tranquillo, spegni le notifiche e chiedi aiuto con parole tue: «Spirito Santo, aprimi il cuore ad ascoltare». Non serve altro.

1. Lectio: leggi

Leggi il brano lentamente, anche a voce bassa, e poi una seconda volta. Chiediti: che cosa dice il testo? Chi c’è, dove si trova, che cosa fa, quali verbi ritornano. Non cercare ancora un significato per te: ascolta. Se una parola o una riga ti colpisce, segnala. Spesso è da lì che passa Dio.

2. Meditatio: medita

Torna sulla parola che ti ha colpito e ripetila dentro di te, senza fretta. I monaci dicevano «ruminare». Chiediti: che cosa dice a me, oggi? Che cosa illumina della mia vita, di questa settimana, di questa preoccupazione? Scrivere aiuta molto: due o tre righe bastano, e rilette dopo un mese dicono cose sorprendenti.

3. Oratio: prega

Ora rispondi a Dio. Chiediti: che cosa dico io a lui? Può essere un grazie, una richiesta di perdono, una domanda per te o per qualcuno, perfino un lamento, come fanno i Salmi. Con parole tue, semplici. La Parola che hai ascoltato diventa la tua preghiera.

4. Contemplatio: resta

Alla fine non aggiungere altro. Resta qualche minuto in silenzio, alla presenza di Dio, come chi sta accanto a una persona cara senza bisogno di parlare. Non è un esercizio da riuscire bene: è un dono, e a volte è solo un po’ di pace.

E poi: actio, porta la Parola nella giornata

Prima di chiudere scegli un gesto piccolo e concreto: una telefonata, una pazienza, un perdono. Portati via la parola che ti ha toccato e ripetila durante il giorno.

Tre errori comuni

La lectio divina in gruppo

Molte parrocchie hanno un gruppo di ascolto della Parola. Il modo più semplice di farla insieme: si legge il brano ad alta voce, ognuno ripete in silenzio la parola che l’ha colpito, poi chi vuole condivide in poche frasi che cosa quella parola gli dice, senza discutere né commentare quello che dicono gli altri. Si conclude con una preghiera spontanea e un momento di silenzio.

In Brezza Viva il gruppo è una stanza chiusa, a cui si entra solo con un codice d’invito: ognuno condivide le meditazioni che sceglie e gli altri rispondono con un solo gesto, le mani giunte, per dire «ho letto, prego con te».

Da dove cominciare

Se non sai quale brano scegliere, eccone alcuni adatti ai primi giorni: 1 Re 19,9-13 (Elia e la brezza leggera), il Salmo 23 (Il Signore è il mio pastore), Matteo 11,28-30 (Venite a me), Luca 15,11-32 (il padre misericordioso), Giovanni 15,1-11 (la vite e i tralci).

Oppure segui un percorso già pronto: La brezza leggera è una piccola scuola di lectio divina in otto soste. Ci sono anche percorsi per il lutto, la malattia, la paura, il perdono, l’attesa di un figlio: tutti i percorsi di preghiera.

La lectio divina con Brezza Viva

Brezza Viva accompagna questi passi sul telefono, uno alla volta. Il brano si apre in caratteri grandi, con le letture della Messa di ogni giorno già pronte. Tocchi la riga che ti colpisce e resta evidenziata in oro. Poi scrivi la tua meditazione, oppure la detti a voce e l’app la trascrive. Tutto si raccoglie in un quaderno personale che puoi stampare. Il testo biblico è quello ufficiale CEI 2008, accanto ai commenti dei Padri della Chiesa con la loro fonte.

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Il brano già pronto in caratteri grandi, la parola che ti tocca evidenziata in oro, la tua meditazione scritta o dettata a voce. Gratis, senza account e senza pubblicità.

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Domande frequenti

La lectio divina è solo per preti, suore e monaci?

No. È nata nei monasteri, ma il Concilio Vaticano II raccomanda a tutti i fedeli la lettura frequente della Scrittura unita alla preghiera (Dei Verbum, 25). Bastano un brano, un quarto d’ora e un po’ di silenzio.

Quanto tempo ci vuole?

Per cominciare bastano quindici o venti minuti. È meglio un tempo breve ogni giorno che un’ora una volta al mese: la lectio è un’abitudine, non un’impresa.

Posso fare la lectio divina con il Vangelo del giorno?

Sì, ed è il modo più semplice per cominciare: il brano è già scelto dalla Chiesa, è breve, e ti mette in sintonia con la Messa di quel giorno e con chi lo prega insieme a te.

Che differenza c’è tra lectio divina e meditazione?

La meditazione è uno dei quattro passi della lectio divina. La lectio parte sempre da un testo della Scrittura e arriva alla preghiera: non è una tecnica di rilassamento né uno studio, ma un dialogo con Dio che parla nella sua Parola.

Quale Bibbia devo usare?

Una traduzione cattolica approvata. In Italia la traduzione ufficiale è quella della CEI del 2008, la stessa che si ascolta a Messa e che trovi anche dentro Brezza Viva.

E se non “succede” niente?

Succede a tutti. La lectio non misura la preghiera dalle emozioni: anche restare fedeli a un tempo arido è preghiera. Torna il giorno dopo, con un altro brano o con lo stesso.

Scritto da Alberto, che ha costruito Brezza Viva perché desiderava da anni un modo semplice per fermarsi sulla Parola. Se trovi un errore, scrivimi: clemalb@gmail.com.